ALCHèMIA Fitobottega

Trasformare elementi della natura e conoscenza in salute (l’oro):

CON GLI INIBITORI DI POMPA STOP GASTRITE, EPPURE…

acidità
Strategie per sostenere l’organismo durante la terapia

 

Il cibo è uno dei piaceri della vita e può capitare di esagerare un po’.
A tutti prima o poi è successo di provare i comuni fastidi di pesantezza, acidità di stomaco o reflusso.
Se si tratta di un disagio momentaneo, per un pasto pesante o troppo abbondante, si può aiutare lo stomaco ad affrontare una digestione più impegnativa.
Può succedere, però, di soffrire di questi disturbi per periodi più o meno lunghi.
Esistono diverse alternative, dagli integratori naturali ai farmaci gastroprotettori, impiegati nei casi più severi o in combinazione con gli antibiotici nelle infezioni da Helicobacter pylori.
Fanno parte di questa famiglia terapeutica alcuni tra i medicinali più utilizzati nel mondo: gli Inibitori di Pompa Protonica.

Per capire meglio di cosa si tratta facciamo un passo indietro…
L’acidità dello stomaco è fondamentale per il buon funzionamento delle prime fasi della digestione.
Inoltre, permette di inattivare molti batteri presenti negli alimenti.
Si tratta, quindi, di un meccanismo di digestione e difesa ottimamente coordinato da alcune microscopiche strutture presenti sulle pareti delle cellule che costituiscono la mucosa gastrica.
Le pompe protoniche sono infatti veri e propri capolavori di ingegneria chimica con cui le cellule rilasciano nello stomaco i componenti dell’acido cloridrico.

Quando, però, la secrezione acida supera i livelli fisiologici si instaura un disturbo molto diffuso, l’iperacidità gastrica.
Le cause possono essere varie, dallo stress ad un’alimentazione sregolata o scorretta, che appesantisce quotidianamente lo stomaco, all’abuso di alcolici e all’assunzione di farmaci che sul lungo periodo alterano gli equilibri naturali, come i Farmaci antinfiammatori non steroidei, ma non solo.
Un’esagerata acidità causa l’infiammazione della mucosa, la gastrite, e, nei casi più gravi, possono svilupparsi lesioni e sanguinamenti, le ulcere.

INIBITORI DI POMPA PROTONICA

Gli Inibitori di Pompa Protonica riducono drasticamente la secrezione acida proprio attraverso il blocco delle strutture responsabili.
In breve tempo si inizia a sentirsi meglio grazie alla diminuzione di bruciore e dolore, rigurgito acido e muco.
Purtroppo, però, dopo un periodo iniziale di sollievo e benessere, si presentano alcuni fastidiosi disturbi.

Se stai usando questi farmaci da un po’ di tempo probabilmente anche tu hai notato che il tuo corpo ti sta comunicando alcuni nuovi disagi.
Forse non li avevi ricollegati al farmaco che stai assumendo perché sono sintomi abbastanza generici.
Se invece già li hai individuati, stai probabilmente cercando una soluzione che ti permetta di non rinunciare alla terapia.
Perché, certo, quell’insopportabile rumore di fondo alle tue giornate se ne è finalmente andato e i pasti sono tornati momenti di piacere e soddisfazione, senza dover pagare il caro prezzo durante la digestione…
Eppure, non puoi dire di stare davvero bene.

La digestione può farsi –di nuovo- lenta e pesante (anche se in un modo differente) e le energie venire meno.
Avendo risolto da poco i fastidi allo stomaco, lo sconforto che si prova nel sentirne di nuovi è naturale e comprensibile.
In particolare, una volta riconosciuto il legame tra questi nuovi sintomi e il medicinale che ha risolto i problemi gastrici è normale preoccuparsi di dover scegliere tra tornare alla gastrite o sopportare questi nuovi disagi.

Anche se è importante tenere in considerazione che l’utilizzo degli Inibitori di Pompa dovrebbe essere limitato nel tempo, non ti preoccupare perché esiste il modo di supportare il tuo organismo in questa fase così delicata.

Digestione difficile

Andiamo ad osservare più da vicino questi disturbi e le strategie che possiamo adottare per tenerli  a bada!

UNA DIGESTIONE UN PO’ DIFFICILE E UN INTESTINO DISTURBATO

Sebbene questi farmaci agiscano in maniera selettiva nello stomaco, alla lunga la loro azione sull’acidità gastrica ha ripercussioni anche sulle altre porzioni del tratto gastrointestinale, superiore (esofago) e inferiore (intestino).
Questo perché modificano un equilibrio naturale molto delicato, quello delle popolazioni di microrganismi che compongono il microbiota e che hanno un ruolo fondamentale nella digestione ma più in generale nel mantenimento della nostra salute.
Disturbare i batteri della flora intestinale può portare tre importanti conseguenze negative:

  • Alterazione della digestione
  • Promozione dell’infiammazione delle pareti dell’intestino
  • Infezioni intestinali

I batteri residenti e benefici, infatti, si occupano della digestione del cibo, della produzione di sostanze che mantengono la salute dell’intestino e sono il primo baluardo di difesa nei confronti delle aggressioni di batteri patogeni.
Ecco perché sono frequenti irritazioni della mucosa intestinale, fenomeni di stipsi o diarrea e infezioni di Helicobacter pilori o Clostridium difficile e Salmonella.

Come possiamo aiutare la flora intestinale e proteggere le mucose del nostro apparato digerente dall’infiammazione?
Sicuramente i probiotici sono fondamentali per contrastare l’impoverimento della flora batterica, ma anche una dieta ricca di prebiotici che nutrano e arricchiscano questi microorganismi è un aiuto prezioso.
Per quanto riguarda l’infiammazione, esistono poi molte soluzioni naturali: piante come l’aloe, l’altea, la malva o decotti a base di semi di lino.
Tutti questi prodotti naturali a base di droghe mucillaginose e sfiammanti si depositano sulle pareti del tratto gastrointestinale andando a lenire e proteggere le mucose.

GONFIORE E PESANTEZZA

La disbiosi (lo squilibrio della flora batterica intestinale), il rallentamento della digestione e la sua alterazione portano anche sintomi molto generici, come gonfiore e quella sensazione di una digestione mai completa e lunghissima.
Possiamo gestire questi disturbi con alcune tra le piante più conosciute della tradizione erboristica.
Chi non conosce, ad esempio, la camomilla?
Antispastica e lenitiva per eccellenza, capace di rilassare e distendere la muscolatura gastrointestinale, proprio come la melissa, che estende il suo potere calmante a tutto il sistema nervoso.

Quando la digestione batterica è alterata, si generano anche processi fermentativi con produzione di gas, le piante carminative ci aiutano a combattere questo fastidioso inconveniente, anch’esso responsabile della tensione addominale.
Il finocchio  e l’anice, con i loro semi aromatici ricchi di anetolo, insieme al cumino, ricco di carvone, sono capaci di neutralizzare i gas intestinali, portare giovamento contro crampi e spasmi e tenere a bada i batteri nocivi grazie all’azione antisettica.
Anche la menta, pianta aromatica molto conosciuta per il suo potere digestivo, agisce in questo senso, ma con una marcia in più: è anche analgesica e stimola il fegato.

Proprio il fegato, infatti, insieme alla cistifellea, svolge un compito molto importante per la digestione: la produzione della bile che, riversata nel tratto gastrointestinale, permette di digerire i grassi alimentari.
Ecco, quindi, che non possiamo dimenticare le droghe amare per eccellenza: carciofo, genziana e tarassaco, epatostimolanti ed epatoprotettori.
C’è poi lo zenzero, un vero e proprio tonico per la digestione con un bonus speciale, anzi due: il suo potere antinfiammatorio e l’effetto antinausea.
Infine, ma non per minor importanza, la liquirizia, una grande alleata per uno stomaco indebolito.
Stimola la digestione proteggendo la mucosa gastrica come un film protettivo e sostiene la produzione fisiologica di muco, migliorandone la composizione.

Puoi trovare alcune di queste piante nel nostro Digenzen+, che affianca a liquirizia, zenzero, finocchio, melissa e genziana un complesso oculatamente bilanciato di enzimi digestivi ricavati dal riso fermentato.

camomilla

CALI DI ENERGIA E RISCHI DI FRATTURE

Quando si assumono gli Inibitori di Pompa si può sentirsi inspiegabilmente deboli.
Questo avviene per due motivi principali:

  • Alterazioni nell’assorbimento dei micronutrienti
  • Alterazioni della flora batterica intestinale

Come dicevamo, i batteri del microbiota rendono disponibili moltissimi nutrienti presenti nei cibi e quindi una loro diminuzione ha logiche conseguenze sulla disponibilità di questi composti.
Ma gli inibitori di pompa possono generare carenze nutrizionali anche direttamente.

La vitamina B12 è indispensabile per la produzione di energia nell’organismo (per saperne di più leggi questo approfondimento sulla famiglia delle Vitamine B).
È una vitamina che il nostro corpo non è in grado di produrre da sé e deve ricavare dal cibo, ma perché questo sia possibile è necessaria l’acidità presente nello stomaco, che attiva il Fattore intrinseco, fondamentale per l’assorbimento della B12.
Va da sé che una diminuzione continuativa dei livelli fisiologici del pH gastrico causa carenze di questa vitamina.
Metilcobalamina e Cianocobalamina sono le forme di integrazione più utilizzate e le più efficaci.

Per quanto riguarda i micronutrienti quelli più a rischio sono:

  • FERRO
    Si è notata in vari pazienti una correlazione tra l’utilizzo di questi farmaci e la comparsa di anemia.
    Il ferro, infatti, si trova negli alimenti in una forma difficile da assorbire per il nostro corpo ed è proprio l’acidità della stomaco che lo converte in una maggiormente disponibile.
    Per aiutarci ad ottenere tutto il ferro di cui abbiamo bisogno possiamo integrarlo, il bisglicinato ferroso è la formulazione solitamente più tollerata, insieme alle forme liposomiali.
    Assumere questi integratori con cibi acidi o vitamina C può aiutare ulteriormente, infatti alcuni integratori di ferro contengono anche questa vitamina.
    L’integrazione di ferro può causare alcuni fastidi, come la stitichezza: aumentare l’apporto di fibre nella dieta, bere più acqua e fare movimento stimolano l’attività intestinale.
  • MAGNESIO
    Anche l’assorbimento del magnesio è legato al pH del nostro stomaco, è importante prestare quindi attenzione a sintomi come crampi e tremori, depressione e alterazione dell’alvo, aritmie cardiache.
    È necessario monitorare l’attività cardiaca soprattutto nei pazienti cardiopatici, poiché questo minerale è fondamentale per il funzionamento del cuore.
    Gli integratori di magnesio più indicati sono quelli a base di magnesio bisglicinato, poiché è la forma che più facilmente viene assorbita e che non è condizionata dall’acidità dello stomaco.
    In alternativa, il magnesio citrato che ha effetti positivi sull’attività intestinale regolarizzandola e il magnesio malato particolarmente efficace sul recupero di energia.
  • CALCIO
    Anche l’assorbimento del calcio può diminuire e come sappiamo questo micronutriente è essenziale per la salute delle ossa.
    A dover prestare più attenzione sono dunque gli anziani e in particolare le donne in menopausa, che possono soffrire di osteoporosi, ma anche i pazienti in terapia con cortisonici che aumentano il rischio di osteoporosi.
    L’integratore di calcio più consigliato è il calcio citrato, poiché è una forma assorbibile con più facilità.
    Può essere affiancato dalla vitamina D3 che supporta il suo assorbimento e dalla vitamina K2, promotrice della distribuzione di calcio nel tessuto osseo.

Anche la digestione delle proteine può essere modificata durante l’assunzione di Inibitori di Pompa, poiché avviene nell’ambiente acido dello stomaco.
Questo è un altro motivo per cui ci si può sentire appesantiti.
A supporto della digestione proteica esistono enzimi digestivi naturali: la bromelina (ricavata dall’ananas) e la papaina (dalla papaya), ma anche complessi enzimatici con amilasi, lipasi e proteasi.

Assumendoli durante i pasti principali si può diminuire quella sensazione di pesantezza e gonfiore.
Digenzen+ di Alchèmia con i suoi enzimi da riso fermentato è in grado di sostenere la digestione a carico della prima parte del tratto digerente, alleviando i sintomi più comuni di uno stomaco indebolito e di un intestino appesantito.

Infine attenzione alle interazioni: gli inibitori di pompa diminuiscono infatti l’efficacia dei farmaci antiaggreganti.

Ogni terapia, anche la più sicura, porta dei cambiamenti nel nostro corpo che dobbiamo conoscere e monitorare.

La soluzione migliore sarebbe sempre individuare la causa dei nostri disagi e lavorare proprio lì, all’origine.
Se i tuoi problemi allo stomaco derivano dallo stress inserisci nella tua quotidianità momenti dedicati a pratiche gentili e meditative, concentrati sulla respirazione e prenditi cura della tua serenità.

Il caso del nervo vago
Lo stress cronico è causa dell’irritazione di un nervo oggi molto conosciuto, il nervo vago, che nel suo lungo e tortuoso cammino nel nostro corpo attraversa e regola molti organi e sistemi.
L’alterazione di questo nervo può causare vari disagi, vista la complessità del suo compito.
Tra questi proprio i disturbi al tratto gastrointestinale che sono al contempo correlati ad ansia e stress e che si affiancano a quelli respiratori e cardiaci.
Uno scompenso generale, insomma, fatto, tra gli altri, di problemi gastrici e intestinali, irregolarità nel battito cardiaco e respiro affannoso.
Anche in questo caso gli integratori naturali possono supportarci.
Withania, rodiola, griffonia e schisandra compongono il nostro Withania+, un prodotto tonico e nel contempo calmante, utile a sostenere il recupero delle energie in caso di stanchezza fisica e mentale e contemporaneamente promuovere uno stato di rilassamento, migliorando anche la qualità del sonno.

Un aiuto naturale che può andare oltre il semplice supporto

Non sempre è possibile liberarci del nostro disagio andando alla sua radice, a volte anche solo inizialmente abbiamo bisogno di aiutare il nostro corpo con medicinali che portano con sé effetti secondari più o meno debilitanti.
Come sempre, la soluzione non sta nel bianco o nel nero, non è necessario scegliere tra i disturbi che dobbiamo curare e i disagi che i farmaci portano con sé.
La terapia può essere modulata insieme al medico per ridurre al minimo gli effetti secondari e affiancata con i nutraceutici così da supportare il nostro corpo mentre il medicinale svolge il suo compito.
Le integrazioni fitoterapiche possono fare una grande differenza sulla gestione degli effetti secondari della terapia.
Il loro utilizzo, infatti, può permetterci di assumere dosaggi del farmaco inferiori e può sostenere l’organismo nel periodo di transizione tra la terapia e la sua conclusione.

Nel mondo Alchèmia ti consigliamo Hericium+, che è formulato per esprimere al meglio le potenzialità del fungo Hericium erinaceus, molto usato nella medicina tradizionale cinese proprio per la cura di disturbi del tratto gastrointestinale.
Questo fungo, che fornisce anche nutrienti essenziali all’organismo, è prezioso per il suo potere cicatrizzante e rigenerante della mucosa, ed è affiancato da liquirizia e altea, piante ben conosciute per la loro azione protettiva e a supporto della digestione.

Se la terapia con inibitori di pompa ti ha liberato dalla gastrite ma ti ha lasciato nello sconforto di nuovi disagi, ora sai che puoi renderla più sopportabile e, perché no, arrivare anche ad interromperla e sostituirla con alternative naturali che possono aiutarti a recuperare con calma e serenità il piacere del cibo.
Parlane con il tuo medico e trova la combinazione giusta per te, perché ogni pianta è una medicina e come tale va assunta, con attenzione alle interazioni che ha in tutto l’organismo e con altri farmaci che eventualmente stiamo assumendo.

A cura della Dr.ssa Elisabetta Curiotto

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